Avvocato Davide Cornalba (Lodi): nuovi criteri per liquidazione danni

Negli ultimi anni il tema della liquidazione del danno alla persona ha subito una trasformazione silenziosa ma profonda, che incide in modo diretto sia sui risarcimenti da incidente stradale sia su quelli derivanti da responsabilità medica. Danno biologico, morale ed esistenziale restano categorie centrali, ma il modo in cui vengono accertate, valutate e monetizzate è cambiato, soprattutto alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale e del ruolo sempre più incisivo delle tabelle di liquidazione.
Il danno biologico continua a rappresentare l’asse portante del risarcimento, in quanto ancorato a una lesione dell’integrità psico-fisica medicalmente accertabile. Tuttavia, il dato percentuale di invalidità non è più considerato sufficiente, da solo, a esprimere l’effettiva incidenza del pregiudizio sulla vita del danneggiato. Per l’Avvocato Davide Cornalba di Lodi “la prassi giudiziaria più recente tende a valorizzare l’impatto concreto della menomazione sulle attività quotidiane, lavorative e relazionali, superando una lettura puramente aritmetica della tabella.”
Accanto al danno biologico, il danno morale ha assunto una configurazione più definita rispetto al passato. Non viene più inteso come voce autonoma e automatica, ma come componente del danno non patrimoniale che richiede una prova, seppur presuntiva, della sofferenza interiore patita. La liquidazione avviene sempre più spesso mediante personalizzazioni motivate, che tengono conto dell’intensità e della durata del patema d’animo, evitando duplicazioni risarcitorie ma anche semplificazioni eccessive.
Il danno esistenziale, dopo anni di oscillazioni interpretative, è oggi riconosciuto in modo più rigoroso. Non basta allegare un generico peggioramento della qualità della vita: occorre dimostrare una concreta alterazione delle abitudini e delle scelte di vita, causalmente collegata all’evento dannoso. In ambito sanitario, ad esempio, assume rilievo quando l’errore medico incide sulla possibilità di autodeterminazione, di progettualità o di mantenimento di un assetto di vita precedentemente consolidato.
Avvocato Davide Cornalba: “un ruolo decisivo è svolto dalle tabelle di liquidazione, in particolare quelle elaborate da alcuni tribunali di riferimento, che hanno assunto una funzione para-normativa. La tendenza è quella di un utilizzo sempre più uniforme, anche al di fuori dei distretti di origine, con l’obiettivo di garantire prevedibilità e omogeneità dei risarcimenti.” Tuttavia, le tabelle non esauriscono il giudizio, che resta ancorato alla valutazione del caso concreto e alla possibilità di adeguare l’importo alle specificità della vicenda.
Nel contenzioso attuale emerge con chiarezza come la fase istruttoria, soprattutto quella medico-legale, condizioni in modo determinante l’esito della causa. La qualità dell’accertamento peritale, la chiarezza del nesso causale e la corretta qualificazione delle voci di danno incidono più della retorica difensiva o dell’enfasi sul pregiudizio subito. Il risarcimento non è più il risultato di automatismi, ma l’esito di un equilibrio complesso tra tecnica giuridica, valutazione medico-legale e coerenza argomentativa.
“In questo quadro – conclude l’Avv. Cornalba – il diritto del risarcimento si sta progressivamente allontanando da letture emotive e semplificate, per attestarsi su un terreno più maturo e selettivo, nel quale la tutela del danneggiato passa attraverso la precisione delle prove e la tenuta giuridica della domanda.” Una evoluzione che rende il sistema più esigente, ma anche più aderente alla realtà dei danni effettivamente subiti.







