09/11/2009 9.19.00 Ad Alda Merini, di olimpia Tedeschi di Olimpia TedeschiTi sei spenta,
ma la tua morta poesia risorga
dalle ceneri che profumano
d’ ambrosia e follia.
La follia dei poeti che spesero la vita
per cantare del proprio e dell’ altrui,
e seppero caricarsi dei dolori del mondo
come Cassandre destinate all’infelicità,
quella degli spiriti liberi e tormentati.
I poeti innamorati del mondo
tragicamente scoperto e combattuto,
con gli occhi fissi al cielo,
per cercare di sondare l’infinito.
Così fosti tu,
ed il tuo canto imperituro si eleva
dal limes dell’eternità
per ripetere ai posteri
cosa significa vivere e amare
come hai fatto tu,
chiusa nella tua Gerico
a contemplare le piaghe di un Crocifisso
che sempre più diventavano le tue piaghe,
nella desolazione di una solitudine
che si coloriva di speranza
e ti faceva gridare: - Solo i poveri
hanno il dono della fede!-.
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