19/11/2009 16.56.57 Sviluppo sostenibile. E’ ancora possibile? di Vittoria SaccàTROPEA- Il convegno organizzato presso la sala conferenze del liceo scientifico “Fratelli Vianeo”,
in occasione della consegna della bandiera verde, ha dato lo spunto per parlare in modo più approfondito di sviluppo sostenibile, un’urgenza sempre più avvertita e sempre più necessaria.
Con il patrocinio dell’amministrazione comunale, di Legambiente e della Consulta delle associazioni, i lavori hanno avuto inizio con il coordinamento della docente di scienze Annunziata Furchì. Ai convenuti i saluti della dirigente scolastica Beatrice Lento sono stati porti dalla professoressa Domenica Ruffa.
Soddisfazione per tutta la scuola nel ricevere, dalle mani di Francesco Bisogno, che era accompagnato da Brunella Pitocchi, il certificato di “International Eco-school”, riconoscimento meritato per il progetto realizzato, e la preziosa bandiera verde. Da anni la scuola è impegnata sulla divulgazione della cultura della salvaguardia dell’ambiente e non trascura le occasioni che vengono offerte per veicolare l’importante messaggio, come è stato per quanto ha suggerito il Cedam che, in collaborazione con la Regione Calabria, dipartimento Ambiente, ha promosso progetti in tal senso in ben 200 scuole calabresi, dalle materne alle superiori. La proiezione di un video ha ripercorso i momenti più significativi del lavoro che gli studenti hanno fatto.
L’incontro, comunque, ha offerto molti spunti di riflessione sullo stato attuale del nostro ambiente. Abbastanza incisiva sulle coscienze dei giovani presenti, di sicuro, è stata la relazione di Salvatore Nardone del circolo Legambiente di Ricadi il quale, soffermandosi sull’argomento “Sviluppo sostenibile”, ha espresso tutte le sue perplessità e preoccupazioni in merito. Facendo un excursus della vita dell’uomo, è giunto agli anni della terza rivoluzione industriale durante la quale, per migliorare la qualità della vita, si è fatto ricorso all’energia di origine fossile dando inizio al vero inquinamento dell’ambiente. La percezione del grave problema che si stava lentamente impossessando del globo, risale agli anni 70, ma nonostante i primi allarmi, poco o nulla si è fatto per cambiare strada, così come poco o nulla è stato fatto dopo il 92, ugualmente nel 97 dopo Kioto. Del resto è stata quasi ignorata la dichiarazione di Ban Ki Monn, segretario generale dell’Onu, che alla terza conferenza mondiale sul clima, a Ginevra, lo scorso settembre, ha esortato la comunità internazionale ad agire al più presto; egli infatti ha detto tra le altre cose “Abbiamo scatenato forze potenti ed imprevedibili, il cui impatto e' già visibile. Abbiamo un piede sull’acceleratore e ci stiamo dirigendo verso un precipizio”. Il professor Nardone si è quindi appellato alle nuove generazioni perché solo loro potranno essere in grado d’invertire il senso di marcia rivolgendo l’attenzione verso le energie rinnovabili e soprattutto attuando una “rivoluzione sostenibile” che, prima di ogni cosa, “sta dentro ognuno di noi”.
La parola è quindi passata al docente di fisica Natale Tumeo che si è soffermato su quella che potrebbe essere la nuova energia del futuro, ovvero l’Idrogeno. Un combustibile pulito e poco costoso, anche energia rinnovabile e non accumulabile. Del resto, l’idrogeno molecolare, oltre ad essere leggero, è il primo elemento dell’universo. La dottoressa Elena Staropoli ha poi illustrato il progetto di un edificio residenziale pensato a risparmio energetico. Se si vuole, dunque, è possibile salvare il nostro pianeta sfruttando ciò che non inquina e risparmiando energia. Dipende da noi.
Alla fine del convegno è stata visitata la mostra dei lavori dal titolo “Riduci – ricicla – riusa” allestita per l’occasione nei locali dell’Istituto.
Vittoria Saccà
(Pubblicato su Il Quotidiano della Calabria)
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