10/11/2009 21.43.06 “Le stanze della luna” di Franco Vallone di Vittoria Saccà“Le stanze della luna” al Mei, Museo dell’Emigrazione Italiana, inaugurato a Roma
Presente anche la Calabria grazie ai documenti messi a disposizione dal giornalista Franco Vallone
Dopo tre anni di lavoro è stato inaugurato a Roma il Mei, Museo dell’emigrazione italiana, realizzato nei 400 mq della ex Gipsoteca dell’Altare della Patria, nel complesso del Vittoriano, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Presidente della Camera Gianfranco Fini, accompagnati dal Ministro per i beni culturali Sandro Bondi e dal Sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica.
Il museo raccoglie i più significativi documenti che testimoniano l’imponente flusso migratorio che caratterizzò la vita del nostro popolo.
“La data simbolica d’inizio – ha detto il direttore del Mei Alessandro Nicosia - è il 1861, anno dell’unificazione italiana, anche se l’emigrazione iniziò molto prima. Attraverso sei sezioni si arriva fino ai giorni nostri, con i casi di affermazione di oriundi italiani in sempre più campi e l’inversione dei rapporti, con l’Italia che dal 1976 diventa un Paese in cui i flussi in entrata iniziano a superare quelli in uscita. Ma l’aspetto più importante è quello dell’unità nella diversità, perché l’emigrazione fu un fenomeno caratterizzato da innumerevoli flussi locali”.
All’interno, nelle varie stanze, è stato installato anche uno strumento multimediale. Vi è poi una particolare sezione che pone all’attenzione le migliaia di espatriati da ogni singola regione e la loro destinazione verso territori diversi. Tanti sono stati i Prestatori che hanno dato al Museo documenti, pezzi pregiati, cimeli storici, tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Rai Teche, l'Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi, l'Archivio Centrale di Stato, l'Istituto Luce, la Fondazione Cresci, la Società Dante Alighieri, la Società Umanitaria di Milano, l'Archivio Storico della città di Torino e diversi collezionisti privati. Tra questi vi è il giornalista Franco Vallone, già direttore del Museo dell'Emigrazione Giovan Battista Scalabrini, con una parte importante della sua raccolta privata de “Le Stanze della Luna” di Vibo Valentia in rappresentanza della Calabria che ha alimentato maggiormente, tra 800/900, il fenomeno dell’emigrazione in tutto il mondo.
Vallone, invitato dagli organizzatori, ha messo a disposizione materiali documentari testimoni dei momenti significativi e dei ricordi indelebili della diaspora calabrese: cimeli, fotografie, documenti di identità, di viaggio, due antichi bauli, uno di fine Ottocento ed uno del 1910. “Il baule di fine ottocento – ha evidenziato Vallone – ha una storia molto singolare. Gli emigranti lo prendevano in affitto per trasportare masserizie durante i loro viaggi. Dopo le traversate sull'Oceano, il baule ritornava regolarmente in Calabria pronto per essere affittato per un altro viaggio”. Il “baullu” è ancora pieno di targhette ed etichette d'imbarco che si sono accumulate nel tempo, durante le continue e numerose traversate oceaniche verso “la Merica”.
“Non è la prima volta – ha affermato Vallone, accompagnato per tutto il percorso della Mostra dal ricercatore Salvatore Libertino e dal glottologo Michele De Luca - che la raccolta viaggia da un posto all’altro.”
In passato, infatti, con questo stesso materiale ha allestito a Vibo Valentia la mostra “Il Baule dell'Emigrante”, e il Museo Calabrese dell'Emigrazione Scalabrini prima a Vibo e successivamente a Francavilla Angitola; ha anche collaborato più volte alla realizzazione di eventi come alla Fiera Internazionale del Libro a Torino, e a mostre internazionali tra cui “The World in my Hand”, curata da Paolo Cresci e svoltasi ad Ellis Island di New York nel 1997, quelle allestite presso il Municipio di Brooklyn e ancora a New York.
I preziosi documenti trasferiti a Roma provengono da Favelloni di Cessaniti, Briatico, San Costantino Calabro, Francavilla Angitola, dal Vibonese e da altre aree della Calabria.
Vittoria Saccà
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