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12/08/2006 17:04:15
Piero Marras: il canto e la poesia di un'isola ubriaca di mare e di verde

di Nicola Spano

Piero Marras è nato a Nuoro nel 1949, ma le origini sono di Sassari e Cagliari l’ha fatto suo.
E’ considerato il precursore e l’esponente più importante dell’esperienza musicale etnica regionale.
E’ pur vero che tanti testi delle sue canzoni sono in lingua italiana. Soprattutto quelli dei primi anni di attività. Testi apprezzati dal pubblico e dalla critica, testi che gli sono valsi importanti riconoscimenti.
Canta dal 1966 e la consacrazione è arrivata già nel ‘78 con "Fuori Campo". Anche di recente, un testo in italiano, l’ha regalato ad Andrea Bocelli.
Ma è con la rivisitazione delle sonorità tradizionali e della lingua degli antichi nuragici che Piero Marras ha saputo fondere, in un connubio felice, il codice, i ritmi e i profumi dell’isola. Lui stesso ama definirsi, non a caso, un cinghiale. Il cinghiale per eccellenza, diremmo noi, capace di fiutare le radici della tradizione e della storia di questa terra ubriaca di mare e di verde. Ubriaca di canto e di poesia.
Nel 1985, con "Abbardente", i versi "in limba" diventano protagonisti del suo messaggio. E’ questo l’album del dialogo a distanza con Predu Mura. Del poeta isilese è "L’hana mortu cantande", ma la stessa "Mere manna" ricorda “sa dilicad’animedda ‘olante” che "dae innedda" (dall’Africa?) raggiunge Nuoro "ad imbentare su manzanu" con parole affettuose.
Dall’acqua che brucia a quella fresca che sgorga dalle sorgenti barbaricine passano appena due anni. Con "Funtanafrisca" Marras apre al sociale. Il verso poetico diventa strumento d’analisi della società sarda, delle sue gioie e dei suoi dolori. "Osposidda" e "Domos de pedra" ne sono una bella testimonianza.
Seguono gli anni dell’impegno politico in qualità di consigliere regionale per il PSd’Az, fino all’esperienza di "Tumbu" e all’omaggio a Maria Carta e a Franceschino Satta. Con "Sa oghe ‘e Maria", scritto assieme a Paolo Pillonca, Piero Marras avrà l’opportunità di esibirsi, in coppia con la cantante afroamericana Dionne Warwick, nella sala Nervi del Vaticano per il concerto di Natale di fine millennio. Con "Bae luna" (Cantones de pache e d’amore) le tematiche più care a Piero Marras riemergono prepotenti: la pace e l’amore, le guerre e gli odi secolari, … i bambini. Questi ultimi sempre più protagonisti come nell’esempio di "S’anzoneddu" e di "Basta chiudere gli occhi" (Miguel).
Anche per questo motivo il cantautore sardo, il nostro “cinghiale”, merita attenzione. Per questo ha meritato che i ragazzi delle scuole di Sassari, che non conoscono "sa limba", l'abbiano cantato, l'abbiano studiato, l'abbiano inserito fra i poeti del loro album.


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