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10/03/2007 12.12.52
Multitasking? No, grazie!

di Rita Pirri

Ricerche scientifiche sul cervello dimostrano che il “multitasking”, che caratterizza la società contemporanea, è spesso alla radice della sindrome del deficit d'attenzione (ADD) e di altri malesseri.


Il neurologo Richard Restak, che ha pubblicato il libro “The New Brain : How the Modern Age Is Rewiring Your Mind”, ci invita a riscoprire il silenzio, la quiete, ritmi diversi nel riposo e a sviluppare tecniche di rilassamento capaci di allentare lo stress della vita moderna.

Ricerche scientifiche sul cervello dimostrano che la frenesia e il “multitasking”, che caratterizzano la società contemporanea, sono spesso alla radice della sindrome del deficit d'attenzione (ADD) e di molti altri malesseri, come ad esempio la stanchezza cronica, l'ansia, la depressione. Il nostro cervello non è adeguato a sostenere l'iperattività indotta dal progresso tecnologico e soffre della disconnessione tra mente “razionale” e mente “ancestrale”.

La moderna tecnologia ci sovraccarica di stimoli: il “multitasking” (ovvero l'attenzione divisa su più stimoli o attività in contemporanea) costringe il nostro cervello a “saltare” da una cosa all'altra, con grande dispendio di tempo e di energia. Per fare un semplice esempio, la nostra attenzione cala se guidiamo parlando al cellulare.

La parte della nostra mente “razionale” è continuamente bombardata e ciò le impedisce di connettersi all'altra parte, quella “ancestrale”, che racchiude la nostra memoria genetica e la saggezza acquisita in milioni di anni. Senza la connessione a questa parte profonda della mente, non sempre siamo in grado di rispondere in modo consono agli stimoli esterni.

Rastak sostiene che la civiltà contemporanea sta inducendo profonde modifiche nella struttura stessa del nostro cervello, costretto a sviluppare enormemente la parte razionale, basata sul linguaggio, a discapito di quella più “vecchia” e profonda, sede delle nostre emozioni di base.

Riscoprire il valore della solitudine e del silenzio, non tralasciare attività fisiche e a contatto con la natura, recuperare la capacità di “staccare” e rilassarsi, può aiutarci a non essere “sconnessi”, e a farci vivere più equilibrati e sereni.


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