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22/02/2012 08:31:05
Antonio Felice Maria Furchì, pranoterapeuta, poeta, pittore

di Vittoria Saccà

TROPEA – Quanto prima, Antonio Felice Maria Furchì, inaugurerà una sua personale, dove saranno esposte le ultime sue opere artistiche. Anche pittore, quindi, questo concittadino che già si è fatto conoscere per le sue doti di pranoterapeuta, poiché pratica quella medicina alternativa che consiste nell’imposizione delle mani in corrispondenza della parte malata. Ed è conosciuto anche per la sua associazione “Dell’Angelo”, sorta nel 2006 e della quale è il fondatore e il presidente. Direttore della rivista “La speranza”, è un poeta perché oltre a dipingere, scrive. Scrive i suoi pensieri che diventano poesia, dipinge cercando di trasformare in immagini reali ciò che vede dentro di sé, nel cuore, nella mente, nell’anima.
Persona poliedrica che riesce ad immergersi in se stesso, meditando su tante cose. Alle stampe ha già dato due piccole perle poetiche, “Emozioni di luce” e “Ricordi antichi – I pensieri diventano poesia”, opera che la casa editrice Albatros ha scelto di presentare in diversi salotti italiani. E mentre attraverso i versi sciolti porta il lettore all’interno dei suoi ricordi di vita vissuta con intensità di affetti, attraverso la pittura Furchì trasforma in immagini sentimenti, emozioni, desideri. E il desiderio maggiore, è quello di raggiungere altre mete, quelle che vanno oltre la materialità. Lo fa usando pennellate veloci che si alzano per lo più verso l’alto, verso quell’infinito che lui cerca spasmodicamente soprattutto dentro se stesso. E’ prima dentro se stesso, infatti, che cerca il contatto con una dimensione dove la materia si frantuma per divenire eterea. Le figure dei suoi dipinti non hanno contorni precisi. Il colore sfuma per entrare a far parte di un altro e poi di un altro ancora, tanti colori che trovano sempre un punto comune, e l’un l’altro si rincorrono così come sono i pensieri che nella mente di ognuno spesso fluttuano alla maniera di figure danzanti in un universo senza confini.
Entony, così Furchì firma i suoi quadri, di fronte ad una tela, risponde prima ai bisogni della sua anima e ciò che sente vibrare, diventa immagine. Angeli, visi di donne, nuvole e cieli, fiori, sole, santi. E poi, cerchi concentrici che si dissolvono chissà dove, vigili occhi in cerca di nascoste verità.
Una pittura nuova quella di Antonio Felice Maria Furchì, fuori da ogni schema già definito perché l’artista la piega alla sue esigenze, quelle di dare colore e movimento ai suoi sentimenti e ai suoi pensieri. Furchì, così come fa con le sue tante attività, anche attraverso la pittura si prefigge di raccontare che oltre il reale esistono altri spazi dove la mente può farvi ingresso e trovare giovamento se solo riesce ad oltrepassare il muro che la vita di ogni giorno pone di fronte. L’artista ha partecipato a collettive un po’ ovunque, ha già allestito alcune sue personali, sia nel porto turistico di Tropea, sia in altre città della provincia come quella di Pizzo. Ad oggi, è in preparazione una sua nuova personale che, sicuramente, dirà cose nuove al mondo dell’arte.
Vittoria Saccà


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